Riguardo il tempo (ancora una volta)

4 set

Ho perso il conto di quante volte il “tempo” è stato l’argomento principale dei testi che scrivo. Dalla “accelerazione del tempo” a questioni legate con l’importanza di vivere “il momento”, del CARPE DIEM al “tutto viene nel momento giusto”, egli (il tempo) è finito per tornarsi il protagonista di tanti dei miei scritti. Ed eccolo qui, un’altra volta.

È da un po’ che me ne sono accorta che la mia “percezione” del tempo sta cambiando. Una sensazione leggermente strana e non facile da spiegare. Può darsi che sia una cosa personale, può darsi che io stia provando un nuovo modo di percepire le cose, può essere legata ai movimenti della Terra, oppure alla mia posizione nel pianeta. È anche possibile ch non abbia assolutamente niente a vedere con niente di tutto ciò o, al contrario, che abbia TUTTO a che vedere con TUTTO ciò. Bene, e alla fine, cosa sta cambiando?

Per prima cosa, devo confessare che non mi sono ancora abituata al fatto che le stagioni sono inverse. Continuo a trovare strano che l’anno scolastico abbia inizio a metà settembre e il fatto che l’anno finisca e inizi in pieno inverno. Può darsi che anche questo eserciti qualche influenza su questa mia sensazione.

Una sensazione che si verifica sempre di più è a che qualcosa che è accaduto di recente, ad esempio, un paio di giorni o una settimana fa, sia successa da molto più tempo. Molte volte penso o commento con qualcuno qualcosa riguardo a un fatto come se fosse successo molto tempo fa, per esempio, “ricordi quel giorno, quando siamo andati nella casa di XXX …” e mi rispondono, per esempio, “Sì, l’altro ieri.” Già. Allo stesso tempo, però, mi rendo conto che per altre cose (ma pochi), la sensazione che “il tempo passa in fretta” continua, anche se molto meno spesso. Le cose che sono successe anni fa, come ad esempio, il mio arrivo in Italia (6 anni sono già passati), sembra che siano successi ieri, e le cose che sono successe ieri o l’altro ieri, o la scorsa settimana, sembra siano successi già da molto, molto più tempo! Strano, no? E ‘come se la memoria recente fosse “retrograda” e quella più antica fosse recente. Non ha a che vedere con ricordare o dimenticare, ma con la “posizione” che sembrano occupare, con il modo in cui, più che essere ricordati, sono sentite, percepite.

La cosa divertente di tutto questo è che di solito quando siamo bambini il tempo passa lentamente. Non vediamo l’ora di crescere, non vediamo l’ora che finiscano le lezioni per andare in vacanza, non vediamo l’ora di finire le vacanze per tornare a scuola. Poi cresciamo e l’espressione “il tempo vola” passa ad essere una delle più usate. Teoricamente è così. Negli ultimi anni, tuttavia, il modo in cui ho percepito il passare del tempo, come sopra citato, è diverso.

Dopo aver discusso e letto tanto su temi legati alla accelerazione del tempo e di sentire la gente ce commenta che la Terra sta girando più velocemente, oggi porgo a me stessa la domanda: ora il pianeta si sarà dato una “calmata”?Sarebbe un segno che stiamo entrando in una nuova era? O sono io che, con il passare degli anni, vedo le cose in modo diverso?

Sarebbe forse l’influenza della luna? No, non credo. O magari sì? Bene, so solo che trovo ancora strana questa cosa della luna che cresce al contrario. Ebbene, nell’emisfero nord la luna cresce al contrario! Mi ricordo come se fosse ieri (come se fosse ieri! Ancora una volta la questione “tempo”!). Continuando. Mi ricordo come se fosse ieri il giorno in cui ho guardato il cielo e vide quella luna bellissima, brillante, a forma di C. Da bambina mi avevano insegnato, per riconoscere le fasi della luna, che la C che la luna “forma” è come la C di “crescente”. Semplice, no? E è stato così che, qualche giorno dopo, ho guardato di nuovo il cielo, certa di imbattermi con una bella luna piena. Ma la luna era scomparsa!

Non é che la luna che ”cresce al contrario” fa sì che il tempo sia percepito in un odo diverso? Beh… non lo so. So solo che ora, quando dico “tanto tempo fa” o “qualche giorno fa” posso riferirmi a tempi completamenti diversi di quello che sarebbe il tempo “reale”.

L’unica conclusione che posso trarre di tutto ciò è la prova (in realtà non è tanto una “prova”, ma, ancora una volta, una percezione) che tutto sia interconnesso, dell””universo in un guscio di noce.” Una sensazione che, ancora una volta, unisce la scienza e la spiritualità. Il tempo passa veloce e lento allo stesso tempo. Ieri è rimasto lontano, il secolo scorso è diventato vicino, cioè il tempo, in realtà, forse nemmeno esista. Ogni particella dell’universo contiene il tutto, e questo tutto è molto più grande (e diverso) rispetto alla somma di tutte le sue parti. Una molecola divina (o sarebbe una particella?) Che è venuta a originare tutto, ma proprio tutto. Io sono qui, ma allo stesso tempo io sono lì, e improvvisamente non sono da nessuna parte. Non riesco a non pensare ai cambiamenti interplanetari di cui tanto si parla, siccome non posso non considerare tante cose che la fisica quantica ha dimostrato. Questo mio “nuovo” modo di percepire il tempo può anche essere “pazzo”, anche se credo che, in fondo, non sia pazzia, ma semplicemente Fisica.

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