Interessante come il nostro percorso viene tracciato!

29 maio

Interessante come il nostro camino viene tracciato, configurato, costruito e come, durate il percorso, tante volte abbiamo bisogno di esplorare nuove strade, nuove nuovi tracciati, nuove scorciatoie. Ci sono momenti in cui un ciclo, una tappa del nostro viaggio volge al termine e cominciamo a pensare che forse è il momento di seguire un altro percorso del tutto diverso. Fino a che arriva la vita (un’altra volta ancora) e ci fa capire che, almeno per ancora un periodo, la nostra strada non è in realtà così diversa da quella che avevamo viaggiato finora.

Qualche mese fa ho scritto un testo parlando (di nuovo) di cambiamenti. Confesso di aver perso il conto di quante volte questo sia stato “l’argomento” dei miei scritti. E forse una delle cose che fa che la vita non sia troppo noiosa sia proprio il fatto che lei ci fa essere in costante movimento. Chi lo sa.

Allora. In quel testo, parlavo di cercare, ancora una volta, una nuova strada. E da lì è nata la questione della mediazione linguistica e culturale. Mi sono sempre considerata una persona per bene, e credo che sia stato proprio per questo motivo che molte persone, sapendo che presto sarei disoccupata, hanno cominciato a pensare a come potevano aiutarmi. Nascono qui però le differenze, non solo nel modo di pensare e andare alla ricerca di questa o di quella strada, ma anche la differenza per quanto riguardano le priorità.

La mia idea quando ho pensato alla possibilità di essere un mediatore culturale è stato quella di godere della mia conoscenza (e della mia facilità) con le lingue per “aiutare” le persone in difficoltà. In poche parole, fare un lavoro che ha molto a che fare con il “prendersi cura”, che è ciò che, alla fine, avvicina questo con il lavoro come psicologo e anche quello come baby-sitter. Cioè, trattare con la gente, fare qualcosa per il mio prossimo, senza tanta ambizione da un punto di vista economico. Ricevere sì, perché anch’io ho le mie spese, anch’io ho bollette da pagare, anch’io voglio permettermi di vivere bene. (E, privilegiata come lo sono, sono sempre riuscita). Perché sì, sono ambiziosa, e molto. Ma la mia ambizione non è quella di essere immensamente ricca, ma è quella di essere immensamente felice!

Ecco che qui arriva una delle “differenze” a cui mi riferisco. Anche se, ripeto, sia con le migliori intenzioni, le persone hanno bisogno di capire che “lavorare come traduttrice per le grandi imprese,” anche se “ha a che fare con le lingue”, ha più campo e pagano meglio, non è la stessa cosa ! Perché il mio desiderio, quando avevo considerato la possibilità di lavorare con mediazione era di unire due delle mie passioni: le lingue e un lavoro nel cui io faccio del bene a un’altro. Sì, i lavori di traduzione sono i benvenuti, ma che possono essere uno “in più”, e non la mia attività principale. Perché mi rendo conto che ho bisogno del “contatto con l’altro” per essere felice. (Come bisogno anche di momenti come questo, nel quale metto su carta un po’ di me stessa).

È già, ma sembra che il mondo degli spiriti ha deciso di farmi vedere che no, almeno per ora, la mia missione segue legata al mondo dei bambini! Sembra che fare la “tata” sia la strada da percorrere in questo momento. E forse questo il mio destino sia proprio questo, di essere circondata da bambini, o “piccoli angeli”, come ha detto certa volta la carissima Suzi! E su questo ho un episodio interessante da raccontare.

Nel mese di ottobre dello scorso anno, pochi giorni dopo aver firmato il contratto con la famiglia con la quale ho lavorato fino a ieri, ho ricevuto un messaggio da una persona che era alla ricerca di una tata per il suo bambino. Questa persona aveva visto il mio curriculum e voleva sapere se ero ancora disponibile. Quando ho detto che dovevo iniziare con un’altra famiglia esattamente in quei giorni, lei mi ringraziò, mi ha augurò “buona fortuna” e io ho finito per salvare il suo nome nella mia lista dei contatti. Sono passati alcuni mesi e io ho saputo che il mio lavoro, che era una “sostituzione di un congedo di maternità”, sarebbe finito ancora prima del previsto. Mi sono quindi ricordata di quella persona che all’epoca mi aveva cercata e ho pensato: “Di certo già avrà trovato qualcuno, ma non si sa mai! Io provo a rischiare “. Ho scritto un messaggio a lei e ciò che è stata la mia sorpresa di ricevere la sua risposta, dicendo che la mia e-mail era arrivata in un momento provvidenziale, perché stavano, con l’ingresso del bambino in prima elementare, proprio pensando di cambiare babysitter! Beh, io non credo alle coincidenze! (Ovviamente stanno ancora facendo un processo di selezione, ma io sono ottimista per natura, e ho la speranza di essere scelta).

E nel frattempo, ecco che ricevo alcune altre telefonate, faccio altre interviste. Confesso che in alcune, senza ragione apparente, l ‘”ambiente”, il “modo di essere” non mi piace più di tanto me molto. E alcuni mi chiamerebbero pazza se io dicessi che, nel caso una di queste famiglie scegliesse me, io ci penserei due volte prima di dire di “sì”. Niente apparente, niente di sbagliato, solo una sensazione, intuizione.

E ecco che ricevoun’altra chiamata e mi sorprende il fatto che, anche sapendo della mia mancanza di esperienza con i bambini della età dei suoi figli, questa “madre”, insiste in trovarmi. E le cose scorrono, e i bambini vengono spontaneamente ad incontrarmi, e il giorno dopo (sì, è bastato un giorno!), ricevo un suo messaggio, dicendo che “i bambini avevano scelto me.” Sì, più bambini che entrano nella mia vita!
Nuova tappa, nuovo ciclo, nuovi bambini! Un ciclo che ha un tempo giusto per finire, dal momento che i bambini vivono all’estero. Sono venuti a trascorrere le vacanze con la nona,ripartono a metà luglio. Per me, le cose stanno fluendo alla perfezione, soprattutto se la risposta di quelli di cui ho parlato prima sarà positiva!

Se tutto va come sto programmando nella mia mente, le cose sarebbero perfette! Da oggi fino a metà luglio (forse un po’ di più), sarei con questi bambini che vivono all’estero. (Ho dimenticato di dire, sono una coppia di gemelli di 15 mesi, carinissimi!). Nel mese di luglio, chissà, potremmo permetterci una settimana di vacanze. Nel mese di agosto il mio amore lavora, allora noi saremo qui, ma io avrei la Lavinia, non sempre, ma qualche ora sì. E il lavoro con il bambino (quello che attendo la risposta) comincerebbe dal primo settembre! Perfetto, no?

Anche se io sto ancora aspettando una risposta, la cosa più importante è che, ancora una volta, in un momento di incertezze e insicurezze, i mentori spirituali mi hanno mostrato la strada. Con fede, serenità e fiducia, lascio tutto nelle mani del nostro Padre Maggiore. Che Egli segua illuminando il mio cammino! Quel che dovrà essere, lo sarà.
Per finire, lascio il testo di una canzone che mi sono resa conto che ha tutto a che fare con i momenti che sto vivendo attualmente, e con come io vengo affrontando ognuno di questi passaggi:

(Lascio la traduzione!)

Semente do Amanhã (Seme del domani), di Gonzaguinha

Ieri un bambino che stava giocando mi ha parlato

che oggi è il seme di domani …

Per non avere paura che questo tempo passerà …

Non disperate, no, neanche smetta di sognare

Mai si arrenda, nasca sempre con le mattine…

Lasci la luce del sole brillare nel cielo del tuo sguardo!

Fede nella vita, fede nell’uomo, fede in quello che verrà!

Noi possiamo tutto,

noi possiamo di più,

Andiamo là a fare ciò che sarà.

Tra l’altro, in questo momento ci sono due canzoni con cui mi identifico profondamente: questa lassù e questa qui:

Balada do Louco (Ballata del mato), di Ney Matogrosso

Dicono che sono pazzo per pensare così

Se sono troppo pazzo perché sono felice

Ma pazzo è chi me lo dice

E non è felice, non è felice

Se loro sono belli, sono Alain Delon

Se loro sono famosi, io sono Napoleone

Ma pazzo è chi me lo dice

E non è felice, non è felice

Io giuro che è meglio

Non essere il normale

Se posso pensare che Dio sono io

Se loro hanno tre macchine, io posso volare

Se loro pregano molto, io sono già nel cielo

Ma pazzo è chi me lo dice

E non è felice, non è felice

Io giuro che è meglio

Non essere il normale

Se posso pensare che Dio sono io

Sì, sono molto pazzo, non andrò a curarmi.

Non sono più l’unico che ha trovato la pace

Più folle è colui che me lo dice

E non è felice

Io sono felice

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