Arquivo | abril, 2015

Tempo di cambiare (di nuovo?)

23 abr

Ed ecco che la vita, ancora una volta, mi “costringe” a cercare un altro camino, prendere un’altra strada. Ci sono momenti in cui si sa che una porta aperta, prima o poi, si chiuderà. Quindi, ti organizzi pensando di dare il massimo da te stessa durante il periodo in cui tale “porta”, tale “opportunità” rimane aperta. E tutto va bene, perché hai imparato a vivere “l’oggi” e poi lo sai già che questa porta deve (o dovrebbe) rimanere aperta ancora per un bel po’. Fino a quando scopri che questa porta si chiuderà prima, molto prima del previsto.

Proprio così. Nel momento esatto in cui io, anche se sapevo che era qualcosa temporanea, avevo cominciato a sentirmi più fiduciosa, sicura, ed a permettermi di riprendere a fare progetti più concreti, piani per il futuro, riguardo alla vita, ecco che “questa porta” comincia a chiudersi.

E, naturalmente, questo mi porta a pensare, a questionare, a riflettere. Sì, ancora una volta è il momento di cambiare. I cambiamenti fanno bene, lo so. Cambiamenti aggiungono, cambiamenti ci fanno crescere, cambiamenti contribuiscono per farci diventare ciò che siamo. Confesso, però, che a volte vorrei che le cose accadessero con più calma, o almeno che io potessi avere un maggiore controllo delle modifiche che devono accadere.

Forse alcuni, al mio posto, diventerebbero arrabbiati, rivoltosi, o si sentirebbero invasi da un dolore senza fine. Sì sono un essere umano, e ho avuto i miei momenti di tristezza, di lacrime, di “non ce la faccio più,” di rendermi conto del quanto sia difficile, in questi ultimi tempi, affrontare, nella mia vita, le questioni relative a questo aspetto. (Professionale). Tuttavia, chi mi conosce sa quali sono le mie priorità, qual è il mio modo di affrontare la vita e, soprattutto, conosce sa il mio “modo ottimista di essere.” Sanno che non credo in caso e che cerco sempre di trovare qualcosa di buono in tutto ciò che accade a me.

Anche se è durata meno del previsto, questa esperienza di trattare con diversi bambini e, soprattutto, così diversi fra di loro, e diversi di tanti altri bambini con cui avevo avuto contatti, non solo mi ha portato più conoscenza. Non solo mi ha insegnato diversi modi di trattare con persone diverse o risolvere i problemi. Soprattutto, mi ha aiutato a conoscere un lato di me che non conoscevo prima. Ha fatto con che io mi rendessi conto di altri doni e capacità che possiedo (anche intuitivi), oltre ad avermi aiutata a capire che sì, anch’io ho dei limiti, anch’io a me ho delle acque reflue, anch’io mi stufo, anch’io posso perdere la calma in certe situazioni. (Anche se questo dura solo pochi secondi). Sì, questo nuovo vecchio lavoro / è durato meno del previsto, ma mi ha fatto imparare molto!

Ed è arrivato il momento di cercare un’altra strada, un altro camino, ripensare, rivedere alcune cose, e soprattutto, tornare a pensare riguardo a cosa voglio per il mio futuro, che cosa farò dalla la mia vita.
Studiare crea dipendenza? Forse. E mio la mai facilità e “l’amore” per le lingue mi porta a cercare un nuovo percorso che, anche se può sembrare completamente diverso, se analizzo più profondamente mi rendo conto che non c’è poi “così” diverso!

Mediazione linguistica e culturale. Ecco quello che mi attrae, ecco il “camino” che, in questo momento, sembra colpirmi di più. Sì, si ha a che fare con il di lavoro traduttore, interprete, ma va ben oltre. Perché, a mio avviso, è un lavoro che può avere molto a che fare con la psicologia, cioè, sarebbe un modo “indiretto” per tornare a praticare quella professione che, qui in Italia, per un motivo o un altro, mi hanno impedito di esercitare. Alcuni potrebbero chiedermi, come mai?

Semplice! In un paese come l’Italia, con così tanti immigrati, tanti stranieri che sono venuti qui nella speranza di una vita migliore, di avere qualcuno che conosce (e li rispetti) la loro lingua, la loro cultura e, soprattutto, che li aiuti a capire e farsi capire anche da un punto di vista emotivo, non è poco!

Perché sì, un solo mediatore linguistico culturale può sì lavorare con il turismo, o con la traduzione di conferenze, o aiutando nel commercio. Ma può anche essere quella persona che aiuta i bambini stranieri ad adattarsi alla nuova scuola, o che aiuta gli stranieri nel consulto medico, negli ospedali, nelle case di cura, negli ospizi. Qualcuno che accoglie, che ascolta, che comprende.

E come è la mia vita ora? In cerca di lavoro, un nuovo lavoro. Anche come babysitter, o come tata. Allo stesso tempo, pensando alla possibilità di fare questa nuova formazione. Sì, in questo momento è più che necessario provare a conciliare le due cose. Perché ho bisogno di lavorare, ho bisogno avere una fonte di reddito, anche per poter pagare la formazione!

La buona notizia è che ho trovato un corso le cui lezioni sono di tardo pomeriggio /sera, o sia, sì, vi è la possibilità di combinare entrambe le cose! Naturalmente per entrare bisogna passare nei test, ma mi sento fiducioso. Ora quindi è il momento di combattere, di tornare a lottare, senza mai perdere la fede. Perché sì, tutto andrà bene. Lo so che ce la farò. Cercando di fare la mia parte, rinnovando la mia fede.

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Hora de mudar (de novo?)

20 abr

Pois é. No exato momento em que eu, mesmo sabendo que era algo temporâneo, começava a me sentir mais confiante, segura, e a me permitir voltar a fazer planos mais concretos, planos sobre o futuro, sobre a vida, eis que a “tal porta” começa a se fechar.

E obviamente, isto me leva a pensar, a questionar, a refletir. Sim, mais uma vez é hora de mudar. Mudanças fazem bem, eu sei. Mudanças acrescentam, mudanças nos fazem crescer, mudanças contribuem para que nos tornemos quem somos. Confesso porém, que às vezes eu gostaria que as coisas acontecessem com mais calma, ou pelo menos que eu pudesse ter um maior controle sob as mudanças que precisam acontecer.

Talvez alguns, no meu lugar, ficariam brabos, revoltados ou sentir-se-iam invadidos por uma tristeza sem fim. Sou humana sim, e tive meus momentos de tristeza, de lágrimas, de “não aguento mais”, de me dar conta do quão difícil tem sido, nestes últimos tempos, lidar, na minha vida, com questões ligadas a este aspecto. (O profissional). No entanto, quem me conhece sabe quais são as minhas prioridades, qual o meu modo de encarar a vida e, acima de tudo, conhece o meu “jeito otimista de ser”. Sabem que eu não acredito no acaso e que busco sempre encontrar algo de bom em tudo o que me acontece.

Embora tenha durado menos do previsto, esta experiência de lidar com crianças diversas e, acima de tudo, tão diferentes entre si, e diferentes de tantas outras crianças com quem eu tinha tido contato, me trouxe não apenas mais conhecimento. Não me ensinou apenas modos diversos de lidar com pessoas diversas ou de resolver problemas. Acima de tudo, me ajudou a conhecer um lado meu que eu antes desconhecia. Fez com que eu me desse conta de outros dons e capacidades que possuo (inclusive intuitivas), além de ter me ajudado a compreender que sim, eu também tenho limites, eu também me esgoto, eu também posso perder a calma diante de certas situações. (Embora isto dure apenas poucos segundos). Sim, este novo/velho trabalho durou menos do esperado, mas me fez aprender muito!

E chegou a hora de buscar uma outra estrada, um outro caminho, repensar, rever algumas coisas e, especialmente, voltar a pensar sobre o que eu quero para o meu futuro, o que vou fazer da minha vida.

Estudar vicia? Talvez. E a minha facilidade e amor pelas línguas me leva a buscar um novo caminho que, embora possa parecer completamente diferente, se o analiso de forma mais profunda me dou conta de que não, não é “tão” diferente assim!

Mediação linguística e cultural. Eis o que me atrai, eis o caminho que parece me chamar neste momento. Sim, tem a ver com trabalho de tradutor, intérprete, mas vai muito além disto. Porque, na minha visão, é um trabalho que pode ter muito a ver com a Psicologia, ou seja, seria um modo de indiretamente voltar a exercer a profissão que, aqui na Itália, per um ou outro motivo, me impedem de exercitar. Alguns poderiam me perguntar: como assim?

Simples! Em um País como a Itália, com tantos imigrantes, tanta gente de fora que veio para cá na esperança de uma vida melhor, ter alguém que conheça (e respeite) a sua língua, a sua cultura e, acima de tudo, o ajude a entender e ser entendido também do ponto de vista emocional, não é coisa pouca!

Porque sim, um mediador linguìstco-cultural pode trabalhar sim com turismo, ou traduzindo palestras, ou ajudando no comércio. Mas também pode ser aquela pessoa que ajuda as crianças estrangeiras a adaptarem-se à nova escola, ou que ajuda os estrangeiros nas consultas médicas, nos hospitais, nas casas de cura, nos hospices. Alguém que acolhe, que escuta, que compreende.

E como vai a minha vida neste momento? Procurando trabalho, um novo trabalho. Inclusive como baby-sitter, ou como tata. Ao mesmo tempo, pensando na possibilidade de fazer esta nova formação. Sim, neste momento é mais do que necessário tentar conciliar as duas coisas. Porque preciso trabalhar, preciso ter uma fonte de renda, inclusive para poder pagar a formação!

A boa notícia é que descobri um curso cujas aulas são à tardinha/noite, ou seja, existe sim a posibilidade de conciliar as duas coisas! Claro que pra entrar tem que passar nas provas, mas me sinto confiante. Agora então é batalhar, voltar a lutar, sem jamais perder a fé. Porque sim, tudo vai dar certo. Eu vou conseguir, eu sei. Tentando fazer a minha parte, renovando a minha fé.

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Lua espiã Luna spia

7 abr

Era a noite de 5 de abril de 2015. Voltando de Casale Monferrato, após uma jornada que parecia muito mais de outono do que de primavera. Frio, chuva, vento e nuvens, muitas nuvens. De repente, olho pela janela do carro e vejo um “meio círculo” dourado que parece nos espiar. Sabe aqueles desenhos onde aparece o muro e, por cima, os olhos, o nariz e a “pontinha dos dedos” de uma pessoa, como se ela estivesse “espiando”? Pois é. A imagem era mais ou menos esta. Nuvens nas formas mais diversas e, entre elas, como se estivesse “apoiada”, espiando, a lua. Não, não era “meia lua” no sentido de crescente ou minguante. Era “meia bola”, exatamente como “espiando atrás do muro. E era incrivelmente dourada! Uma lua decisamente mágica! Comentei com a Elisa (irmã do Ste), que também ficou admirada. Poucos segundo depois, no entanto, ela simplesmente desapareceu. Completamente coberta pelas nuvens, “foi embora para não mais voltar”. Ou melhor, mais tarde, beeeem mais tarde, da nossa janela em Milão, ela seria vista, re-vista. Porém, branca, inteira, brilhosa, sem as suas vestes de espiã.

Se eu não tivesse mostrado para a Elisa, talvez estivesse me questionando se aquela era um visão real, ou uma alucinação. Mas sim, era a lua sim. A lua espiã. Que, além de tudo, acabo de me dar conta que estava disfarçada de sol. Sim! Achei um modo melhor para descrever: sabem o sol quando está nascendo ou quando se põe? Que em um certo momento fica parecendo “meia bola”? Pois é. A lua estava exatamente assim.E incrivelmente dourada. Decisamente, sim, era uma lua espiã disfarçada de sol, que se escondeu após ter sido descoberta. E que bom que depois ela decidiu voltar, com todo o seu explendor!

Se fiz uma foto? Não, não deu tempo. Um verdadeiro “espião” não se deixa fotografar!

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Era la notte del 5 aprile 2015. Di ritorno da Casale Monferrato, dopo una giornata che sembrava molto più autunnale che primaverile. Freddo, pioggia, vento e nuvole, molte nuvole. Improvvisamente, guardo fuori dalla finestra e vedo un ” mezzo circolo ” d’oro che sembra ci stia spiando. Avete presente quei disegni dei fumetti in cui appare il muro e sopra gli occhi, il naso e la “punta delle dita” di una persona, come se stesse”spiando da dietro il muro”? Sì. L’immagine era più o meno quella. Nubi in varie forme e, in mezzo a loro, come se “sostenuta” da loro, guardandoci, la luna. No, non “mezza luna”, nel senso di crescente o calante. Era “semisfera”, come se “facesse la spia da dietro il muro. Ed era incredibilmente dorata! Una luna decisamente magica! Commentai con l’Elisa (sorella di Ste), e anche lei è rimasta incuriosita. Pochi secondi dopo, però, la luna è scomparsa. Completamente ricoperta da nubi, “se ne andò per non tornare più”. Voglio dire, più tardi, mooolto più tardi, dalla nostra finestra a Milano, l’abbiamo vista, “ re-view”. Questa volta però bianca, completa, lucida, senza le sue vesti di spionaggio.
Se non avessi fatto vedere anche all’Elisa, forse mi sarei domandata se quella era una visione reale, o un’allucinazione. Ma sì, era proprio la luna!. La luna spia. Che, oltretutto, mi sono appena resa conto che conto che era mascherata da sole. Sì! Ho trovato un modo migliore per descrivere: sapete quando c’è l’alba oppure il tramonto? Che a un certo punto il sole sembra una”semisfera”? Ecco. La luna era esattamente così. E incredibilmente dorata. Decisamente, sì, era una luna spia travestita di sole, che si è nascosta dopo essere stata scoperta. E che bello che dopo lei ha deciso di tornare, con tutto il suo splendore!

Se ho scattato una foto? No, non ho fatto in tempo. Una vera “spia” non si lascia fotografare!

Dia 3 de Abril, uma sexta-feira Santa recheada de emoções. Giorno 3 aprile, un venerdì Santo pieno di emozioni

5 abr

Este texto não é tanto uma “mensagem para o dia”, mas pode se tornar um texto com um novo modo de refletir. Porque é um texto sobre “sentir”. Sobre sensações e as respectivas ações que tomamos diante delas.

Sexta-feira, 3 de abril de 2015. Aquele era para ser um dia relativamente normal, salvo pelo fato que, sendo feriado, eu e o meu amor decidimos fazer um passeio. Um passeio em um lugar relativamente perto, mas ainda nosso desconhecido. O Lago de Garda.

A escolha por ir conhecer uma cidadezinha chamada Malcesine, se deu pelo simples fato de que nos pareceu, das poucas fotos que vimos, um lugar muito particular (e dava para visitar o castelo!) e, além do mais, dali tìnhamos a possibilidade de pegar uma “cabinovia” e ir até o alto, em um lugar chamado Monte Baldo. Lago+ Montanha parecia uma proposta interessante. A tal “cabinovia”, por sinal, se revelou mais legal do que tìnhamos imaginado. Toda envidraçada, enquanto subia fazia giros de 360°, de modo que a gente pudesse observar toda a paisagem.

Muito interessante os contrastes, o sol, o dia primaveril, e a neve, o vento gelado e “cortante”. E a beleza? Ah, uma beleza ìmpar!!!

Falei, falei, falei, escrevi, escrevi, escrevi e ainda não expliquei a razão pela qual comentei que é um texto sobre “sentir”.

Durante a minha vida, tive a oportunidade de conhecer milhares de lugares lindos, maravilhosos e com um toque de magia. E sei que ainda irei conhecer muitos outros lugares assim, especiais. Os lagos, Maggiore, Como, etc. O Lago de Garda, eu tinha estado com a turma da Universidade, mas em um outro ponto, num outro “paesino”. Todos lindos, sem excessão. Mas, à diferença das outras vezes, desta vez fui invadida por uma intensa emoção. Assim, com os olhos inundados de làgrimas e o coração repleto de felicidade, me senti mais do que abençoada. E é esta, esta a sensação que eu gostaria de compartilhar. Tem coisa melhor do que sentir-se “um com o todo”, como se tu e o Universo fossem uma coisa sò? E tem coisa melhor do que sentir-se assim “conectado” e feliz, sem “aparentemente” nenhum motivo em particular para tal?

Depois deste momento super especial à beira do Lago, um giro pelas vielas daquela cidadezinha pequena e encantadora, seguida de uma visita ao Castelo, com direito à subir na torre e tudo. Sim, voltar no tempo, se deixar afetar para,sem seguida, embarcar rumo ao céu. Nutrir a mente, os sonhos, o espìrito. Rumo ao cume da Montanha, onde iremos nutrir o corpo com um super almoço e, caminhando entre montes, neve, plantas, sentir o vento gelado no rosto, nutrir também a alma, os sonhos, o olhar e o coração.

Sim, existem lugares que são màgicos. Mas o que é màgico para um, pode não ser para o outro. Porque a magia, a meu ver, està no modo como escolhemos (ou não) enxergar as coisas. Porque a magia, mais do que naquilo que vemos, està, creio, no nosso modo de enxergar.

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Se deixar cortar. Lasciarsi tagliare

2 abr

A primavera, com seu encantos, me faz sorrir a cada manhã. As plantas brotando ou começando a florir, a renascer. Os passarinhos nos ninhos, a magia de ouvi-los cantar nas horas mais diversas. Sim, a natureza tem tanto a nos ensinar! Aprender, com as primaveras, a “se deixar cortar para voltar inteira”, como Cecilia Meireles. Esta, creio, seja a mensagem para hoje. Mas o que significa “se deixar cortar”? Seja metaforicamente, simbolicamente, seja de um ponto de vista concreto, é um dos nossos grandes desafios. Cortar o que já não nos serve, cortar relações desgastadas, cortar a negatividade. Cortar aquilo que nos impede de evoluir, de crescer como ser humano. Nem sempre é fácil, nem simples, entender, viver, sentir e, acima de tudo, aceitar, com o coração sereno, que “cortes” devem ser feitos, que precisamos de novos caminhos, mudanças de direção, que devemos deixar coisas para trás para poder seguir em frente. O desapego é necessário para nos sentirmos mais leves e, por incrìvel que pareça, mais completos. O primeiro passo é dar-se conta disto. Depois, sem pressa, respeitando o seu ritmo e, acima de tudo, aprendendo a escutar o próprio coração, podemos partir à ação. Cortar, desbastar, adubar, renovar. A vida, os sonhos, as escolhas. Com serenidade, confiança, sem cobranças. A vida ensina, a vida mostra e, tudo a seu tempo, cortando, aos poucos, o que não serve mais, a nossa alma se engrandece.

Quem disse que Milao é cinza???La primavera, con il suo fascino, mi fa sorridere ogni mattina. Le piante che spuntano o iniziano a fiorire, a rinascere. Gli uccelli nei nidi, la magia di sentirli cantare nelle ore più diverse. Sì, la natura ha molto da insegnarci! Imparare, con le primavere, a “lasciarsi tagliare per tornare completi”, come Cecilia Meireles. Questo, credo, è il messaggio per oggi. Ma cosa significa “lasciarsi tagliare”? Metaforicamente, simbolicamente, da un punto di vista concreto, è una delle nostre maggiori sfide. Tagliare ciò che non ci serve, tagliare le relazioni danneggiate, tagliare la negatività. Tagliare ciò che ci impedisce di evoluire, di crescere come essere umano. Non è sempre facile, né semplice, capire, vivere, sentire e, soprattutto, accettare, con il cuore in pace, che “tagli” devono essere fatti, che abbiamo bisogno di nuove vie, cambi di direzione, che dobbiamo lasciare alcune cose alle spalle per essere in grado di andare oltre. Il distacco è necessario per sentirsi meno appesantito e, stranamente, più completi. Il primo passo è rendersi conto di tutto ciò. Poi, senza fretta, rispettando il proprio ritmo e, soprattutto, imparando ad ascoltare il proprio cuore, possiamo cominciare ad agire. Tagliare, affettare, fare compostaggio, rinnovare. La vita, i sogni, le scelte. Con serenità, fiducia, senza esigere troppo di se stessi. La vita insegna, la vita ci dimostra e, tutto nel giusto tempo, tagliando, piani piano, quello che non ci serve più, la nostra anima si ingrandisce.

E o desafio continua! E la sfida continua!

1 abr

Ontem,em teoria, acabou o desafio. Foram 31 mensagens, todas criadas por mim. Uma por dia, como um calendário permanente. Chegando ao final, basta voltar à página inicial. Confesso, porém, que gostei deste modo de divulgar minhas idéias, meu modo de pensar. Então eu hoje peço a Deus, do fundo do coração, que eu possa, sempre, haver inspiração para, através da palavra, ser uma guia e, quem sabe, com gentileza e amor, ser capaz de caminhos iluminar e, com isto, a vida de tantos transformar!

Ana 2014 15 133Ieri, in teoria, la sfida è finita. Sono state 31 messaggi, tutte scritte da me. Una al giorno, come un calendario permanente. Arrivando alla fine, era sufficiente tornare alla pagina iniziale. Devo confessare però, che mi è piaciuto questo modo di divulgare le mie idee, il mio modo di pensare. Quindi, io oggi chiedo a Dio, dal profondo del mio cuore, che io possa, sempre, avere l’ispirazione per, con gentilezza e amore, essere capace di illuminare strade e, con ciò, trasformare la vita di tante persone!