Tragedie, perdite, morte premature. Riflettendo.

1 mar

Ogni persona, ogni essere umano ha il suo modo di affrontare, far fronte, , sopportare e convivere con la morte, la perdita, la sofferenza e il dolore. Alcuni preferiscono piangere, altri urlano, altri  si rivoltano, e altri ancora, rimangono in silenzio. Alcuni la vedono come il punto finale. Disperazione, rabbia, perdita della capacità di sognare. Dolore,  tanto dolore. Soprattutto quando la perdita si verifica tragicamente. Conosco molte madri che hanno perso i figli ancora giovani, e so di molti giovani che hanno perso amici, fidanzati, e che in un primo momento,  hanno avuto una “sensazione”, come se, insieme (accanto) a loro, fossero stati sepolti  sogni, sorrisi e speranze.  La maggior parte di loro (ma naturalmente non si può generalizzare), vede questi tributi ai loro figli / amici molto positivamente. Per una madre, avere il suo figlio ricordato attraverso una canzone, e rendersi conto di quante persone si importano, che, anche se, entrando nella stanza del figlio, è difficile controllare l’emozione e impossibile non sentire il peso della solitudine , vedere l’affetto, l’emozione, e soprattutto l’amore che le persone trasmettono (o almeno cercano di trasmettere) attraverso una canzone, aiuta, sì, a diminuire il dolore. Aiuta ad avere l’atteggiamento di  fare un respiro profondo e andare avanti, rendendosi conto che se “noi” siamo ancora qui (e loro non più), è perché abbiamo ancora cose da fare, compiti da svolgere. Naturalmente, per coloro che hanno subito una perdita, vedere che praticamente tutto il tempo, ovunque si guardi, qualunque cosa  si legga, porta in primo piano tanti ricordi, può fare che le lacrime siano ancora più difficili da contenere. Ma chi ha detto che contenere le lacrime è buono? Quasi tutto nella vita è fatta di scelte … Se una canzone mi fa stare “male” e aumenta il dolore, cerco di evitarla. Se una pagina creata sul Facebook (come il Memoriale alle vittime della tragedia di Santa Maria, per esempio) mi dà fastidio, basta non accenderla o anche di più, se possibile, cercare di bloccarla. (Come faccio con molte applicazioni di gioco).

Un’altra questione che vorrei affrontare, per quanto riguarda tributi á e ricordi, riguarda ci scrive, chi condivide, chi “vive” tutto ciò. Contrariamente a quello che molti pensano o immaginano,  anche questo è un modo per aiutare. Un modo “virtuale” di abbracciare forte ogni genitore, ogni madre, ogni fratello … Un modo di inviare amore, luce e di speranza a tutti coloro che sono rimasti, ma soprattutto a quelli che non c’i sono più.

Tutti questi spiriti, disincarnati così giovani e così all’improvviso (sia quelli  sono andati via in modo tragico, sia coloro che sono partiti dopo una lunga sofferenza causata dalla malattia) ci hanno preceduto, sono “andati” prima di noi, perché il loro compito “il ruolo “in questa vita è stato compiuto, ed è arrivato il tempo di seguire il loro viaggio. Alcuni spiriti erano certamente già  “chiariti”, cioè, avevano più conoscenze rispetto alla vita spirituale e, quando sono arrivati sul piano spirituale,  hanno subito capito che il dolore e la sofferenza erano rimasti indietro. Altri, meno “informati”, o forse meno preparati, probabilmente  hanno sofferto di più, hanno sentito difficoltà di respirazione, sentito il dolore delle ustioni, i sintomi delle malattie o  di tanti trattamenti che, qui sul piano terreno,  hanno dovuto affrontare. Ma pian piano, con l’aiuto di amici, spiriti buoni e simili che si trovano sul piano spirituale, che noi chiamiamo  “soccorritori”  sono stati meglio… Bisogna ricordare che, ognuno di noi, spirito incarnato o disincarnato, sente (e vive) il dolore e l’amore. Vedere la sofferenza di chi ci vuole bene, ci fa soffrire insieme a loro. Cos,ì tributi che sono fatti con amore ed emozione, al posto della rivolta, non può che fare del bene. Fanno  del bene a chi li ha creati, a chi è rimasto e,   in particolare a coloro che si sono andati.

Tutto ciò, per non parlare nella mobilitazione  che è stata generata, nella grande “CATENA DI BENE” che si  è formata, nel lato “umano” di ciascuno di noi che  è stato“ritrovato”. Nella revisione di valori, priorità, nell’importanza data ad ogni istante, ogni giorno, ogni momento della vita terrena.

Comunque, come ho già detto prima, ognuno affronta, vive e sente le cose a modo suo. Nella vita, abbiamo  sicuramente una missione da compiere, siamo qui per un motivo, e, nello stesso modo,tutto accade per una ragione, e nulla è per caso. Vale la pena ricordare, tuttavia, la cosa più importante di tutto: noi abbiamo un “percorso” da seguire (percorso  che è stato tracciato e scelto da noi stessi), ma, soprattutto, abbiamo uno dei “diritti” più importanti di tutti: il “libero arbitrio”. In altre parole, le nostre scelte, coscienti  o no, noi che l facciamo. E questo in tutto, nelle azioni, atteggiamenti, pensieri. Noi siamo il risultato delle nostre scelte, e ciò che accade a noi, ciò che siamo diventati, ciò che viviamo, è direttamente legato a questo. Molte cose, per noi, sono difficili da spiegare, da capire … fino ad essere in grado di rendersi conto che ciò che conta non è saper spiegare, ma poter capire come  tutto questo possa contribuire a rendere ognuno di noi una persona migliore.

Crepùsculo

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