Perché mai tante spiegazioni? (Versione in italiano del testo precedente)

3 mar

Quando siamo bambini, le cose sono così semplici… Non riesco a capire perché, pian piano che si cresce, che si diventa adulto, cresce anche la nostra abitudine di “complicare

Ok, ok. Molti mi diranno: “Complicare, no. Spiegare.”.

Certo, certo… Comunque, perché dobbiamo sempre cercare  delle spiegazioni? Perché tutto deve aver un perché, un motivo, una ragione?

Perché è così difficile accettare le cose, la vita, così com’è? Così. Semplicemente semplice.

Siamo sempre alla ricerca di risposte, teorie, spiegazioni, come se stessimo sempre cercando di costruire un grande castello di carte. Quando ci sembra che stiamo arrivando alla fine, succede sempre qualcosa. Un colpo di vento, una tempesta, o semplicemente qualcuno arriva dal nulla e dà un leggero colpetto nel nostro castello che, in pochi secondi, crolla, un’altra volta ancora. Lo stesso accade con le nostre certezze, con le nostre convinzioni. E qui, mi riferisco a noi nel senso individuale, di ognuno di noi, e anche a “noi” in un senso più ampio, di umanità.

Certo, forse i nostri “castelli” non ci mettano così poco a crollare, anche se, confesso, molte delle conoscenze della fisica quantica hanno incasinato le mie stanze, mi hanno lasciato un po’ in agitazione, o che vuol dire che, anche se in questo momento io mi senta già UNA in questo “Holographic Universo”, molte volte sorprendo me stessa, in giro da qualche parte, con la testa in giù

Vedermi come un riflesso del mondo, e vedere, nel mondo, il mio riflesso. Impossibile immaginare questo, credere in questo, senza credere in Dio. Che i più scettici possono perdonarmi, ma ogni volta di più, scienza, fisica e spiritualità camminano insieme… e, molto presto, altri paradigmi saranno disfatti, altri castelli crolleranno.

Sto cercando di lanciare una sfida a me stessa. Cercare di non costruire questo castello, non circondarmi  dalle mura di protezione. Perché le mura ci proteggono, è vero, ci fanno sentire più sicuri in mezzo a un mondo che, da bambini, sapevamo essere di facile comprensione, ma che adesso, da adulti, crediamo sia un mondo confuso in tutti i sensi. Ma se le mura ci proteggono, perché non le voglio? Perché essi ci bloccano, ci separano, ci impediscono. Impediscono la possibilità di vivere, impediscono la VITA in tutta la sua pienezza. Perché le mura fanno che la vita, il mondo, si trasformi in una telenovela, e io, tu, ognuno di noi, diventiamo semplice spettatori. E io, scusatemi, io sono ambiziosa! Io voglio il ruolo da protagonista!!

Il bambino è il protagonista della sua vita, sia quella reale, sia nel suo mondo immaginario, sia nel mondo spirituale, del quale porta con sé dei ricordi, i quali poi spariscono, pian piano che egli si “adultifica”. Ricordomi che c’è stato un poeta, forse Chaplin, che aveva detto che il ciclo della vita dovrebbe essere al contrario. Che dovevamo nascere vecchi e morire “neonati”. La vita, quindi, sarebbe finita con la concezione. Sarebbe, come minimo, curioso.  Anche perché, in verità, molte volte il bambino è uno spirito più vecchio, saggio e evoluto rispetto a quello che è incarnato nei suoi genitori. La differenza, però, è che, anche se a livello evolutivo il bambino stia, per dire, “sopra” i suoi genitori, nessuno “torna indietro”, nessuno regredisce. Gli spiriti si aiutano a vicenda e, insieme, cercano il cammino dell’evoluzione. I più “avanzati”, servono di guida e come fonte d’ispirazione. E perché, quindi, vivono in corpi così “fragili”?

Bene, bene. Non è molto più facile farsi convincere dalla tenerezza che dalla dittatura? Senza contare che la dittatura, le cose fatte a forza,  non hanno niente a vedere con l’evoluzione, giusto?

Quante volte la curiosità ci fa questionare la vita, i perché, e quante volte cerchiamo di immaginare come stiamo realizzando la missione a essere compiuta in questa esistenza, missione che è stata scelta da noi per noi stessi!

Credo che in certi momenti della vita, davanti a determinate situazioni, alcuni si lamentano, altri affrontano, altri si rassegnano. Ma devono esserci anche quelli che, avendo la conoscenza della legge Maggiore, della legge Universale, domandano a se stessi: “Sono stato io a scegliere di vivere tutto ciò? Ma… dov’ero con la testa? Mi sa che ho esagerato, no? Hum… forse io volevo dare una spinta nel mio processo evolutivo”! Oppure: “Wow, è probabile che io sia stato una persona cattiva. Che fortuna che mi hanno dato quest’opportunità, perché così potrò sicuramente diventare una persona per bene”!

Va ricordato che, si, abbiamo scelto il nostro cammino, la nostra strada, il nostro destino. È anche importante ricordare che l’oblio è essenziale per riuscire a compiere il nostro “compito” e, il più importante (e che è spesso soggetto a interpretazioni sbagliati): no, non è tutto predeterminato, non è detto che se facciamo “questo” succede per forza “quello”! Non è vero che non importa ciò che facciamo, alla fine non cambia nulla! C’è una cosa chiamata LIBERTA’. Una cosa chiamata libero arbitrio!

Le strade ci sono date. Il percorso, lo creammo noi. E esse può essere attraversato a partire di una strada già fatta, oppure si può optare per costruire una nuova strada. O, altro ancora, si può scegliere entrambi. Esistono sì delle regole, e queste sono registrate da qualche parte dentro ognuno di noi. Quello che non c’è,  a patto che seguiamo i nostri obbiettivi con il cuore puro, sono dei limiti.

Quindi… ora non so nemmeno come concludere questo testo, perché non ricordo neanche esattamente come è iniziato… Credo che, come al solito, è partito da un’idea, e alla fine si è completamente trasformato. Mas, in un certo senso, non è proprio su questo che io stavo vagante? Sul permettersi costruire, distruggere e (ri)costruire?  Sulla  elaborazione e la (ri)elaborazione dei propri sogni, del proprio destino, della propria vita?

Ci sono tante metafore per la vita che, se per caso decido di mettere una, rischio di diventare ripetitiva. Quindi, lasciamo stare le metafore e le altre  figure di linguaggio! Il fatto è che, ognuno che leggerà questo testo (penso) arriverà alle sue proprie conclusioni. Per alcuni, quello che ho scritto sarà, forse, logico. Per altri, strano. Altri ancora, lo giudicheranno “carino”, o “un viaggio totale”. Può anche darsi che alcuni pensino che sono completamente impazzita, o che ero sotto l’effetto di droghe. Altri, che io ho deciso di diventare zen, non lo so. Quello che forse non tutti si rendono conto è che, siccome proiettiamo molto di noi stessi in ciò che produciamo, per esempio, in ciò che scriviamo, c’è anche molto di noi stessi nel modo in cui comprendiamo ciò che vediamo, sentiamo,  ascoltiamo, leggiamo.

Anúncios

3 Respostas to “Perché mai tante spiegazioni? (Versione in italiano del testo precedente)”

  1. Ana Festugato 4 de março de 2012 às 2:42 #

    Veramente bello questo “texto”.Ci fa pensare che cosa avremo di fare in questa vitta.Mi hai fatto “philosofare”.Bacio e buon finesettimana!!

    • marianfsouza 4 de março de 2012 às 11:31 #

      Hai per caso letto la versione in portoghese??

    • marianfsouza 4 de março de 2012 às 22:16 #

      Chegaste a ler em portugues?? Que bom que gostaste!! Beijo!

Deixe um comentário

Preencha os seus dados abaixo ou clique em um ícone para log in:

Logotipo do WordPress.com

Você está comentando utilizando sua conta WordPress.com. Sair / Alterar )

Imagem do Twitter

Você está comentando utilizando sua conta Twitter. Sair / Alterar )

Foto do Facebook

Você está comentando utilizando sua conta Facebook. Sair / Alterar )

Foto do Google+

Você está comentando utilizando sua conta Google+. Sair / Alterar )

Conectando a %s

%d blogueiros gostam disto: