Arquivo | março, 2012

Perché mai tante spiegazioni? (Versione in italiano del testo precedente)

3 mar

Quando siamo bambini, le cose sono così semplici… Non riesco a capire perché, pian piano che si cresce, che si diventa adulto, cresce anche la nostra abitudine di “complicare

Ok, ok. Molti mi diranno: “Complicare, no. Spiegare.”.

Certo, certo… Comunque, perché dobbiamo sempre cercare  delle spiegazioni? Perché tutto deve aver un perché, un motivo, una ragione?

Perché è così difficile accettare le cose, la vita, così com’è? Così. Semplicemente semplice.

Siamo sempre alla ricerca di risposte, teorie, spiegazioni, come se stessimo sempre cercando di costruire un grande castello di carte. Quando ci sembra che stiamo arrivando alla fine, succede sempre qualcosa. Un colpo di vento, una tempesta, o semplicemente qualcuno arriva dal nulla e dà un leggero colpetto nel nostro castello che, in pochi secondi, crolla, un’altra volta ancora. Lo stesso accade con le nostre certezze, con le nostre convinzioni. E qui, mi riferisco a noi nel senso individuale, di ognuno di noi, e anche a “noi” in un senso più ampio, di umanità.

Certo, forse i nostri “castelli” non ci mettano così poco a crollare, anche se, confesso, molte delle conoscenze della fisica quantica hanno incasinato le mie stanze, mi hanno lasciato un po’ in agitazione, o che vuol dire che, anche se in questo momento io mi senta già UNA in questo “Holographic Universo”, molte volte sorprendo me stessa, in giro da qualche parte, con la testa in giù

Vedermi come un riflesso del mondo, e vedere, nel mondo, il mio riflesso. Impossibile immaginare questo, credere in questo, senza credere in Dio. Che i più scettici possono perdonarmi, ma ogni volta di più, scienza, fisica e spiritualità camminano insieme… e, molto presto, altri paradigmi saranno disfatti, altri castelli crolleranno.

Sto cercando di lanciare una sfida a me stessa. Cercare di non costruire questo castello, non circondarmi  dalle mura di protezione. Perché le mura ci proteggono, è vero, ci fanno sentire più sicuri in mezzo a un mondo che, da bambini, sapevamo essere di facile comprensione, ma che adesso, da adulti, crediamo sia un mondo confuso in tutti i sensi. Ma se le mura ci proteggono, perché non le voglio? Perché essi ci bloccano, ci separano, ci impediscono. Impediscono la possibilità di vivere, impediscono la VITA in tutta la sua pienezza. Perché le mura fanno che la vita, il mondo, si trasformi in una telenovela, e io, tu, ognuno di noi, diventiamo semplice spettatori. E io, scusatemi, io sono ambiziosa! Io voglio il ruolo da protagonista!!

Il bambino è il protagonista della sua vita, sia quella reale, sia nel suo mondo immaginario, sia nel mondo spirituale, del quale porta con sé dei ricordi, i quali poi spariscono, pian piano che egli si “adultifica”. Ricordomi che c’è stato un poeta, forse Chaplin, che aveva detto che il ciclo della vita dovrebbe essere al contrario. Che dovevamo nascere vecchi e morire “neonati”. La vita, quindi, sarebbe finita con la concezione. Sarebbe, come minimo, curioso.  Anche perché, in verità, molte volte il bambino è uno spirito più vecchio, saggio e evoluto rispetto a quello che è incarnato nei suoi genitori. La differenza, però, è che, anche se a livello evolutivo il bambino stia, per dire, “sopra” i suoi genitori, nessuno “torna indietro”, nessuno regredisce. Gli spiriti si aiutano a vicenda e, insieme, cercano il cammino dell’evoluzione. I più “avanzati”, servono di guida e come fonte d’ispirazione. E perché, quindi, vivono in corpi così “fragili”?

Bene, bene. Non è molto più facile farsi convincere dalla tenerezza che dalla dittatura? Senza contare che la dittatura, le cose fatte a forza,  non hanno niente a vedere con l’evoluzione, giusto?

Quante volte la curiosità ci fa questionare la vita, i perché, e quante volte cerchiamo di immaginare come stiamo realizzando la missione a essere compiuta in questa esistenza, missione che è stata scelta da noi per noi stessi!

Credo che in certi momenti della vita, davanti a determinate situazioni, alcuni si lamentano, altri affrontano, altri si rassegnano. Ma devono esserci anche quelli che, avendo la conoscenza della legge Maggiore, della legge Universale, domandano a se stessi: “Sono stato io a scegliere di vivere tutto ciò? Ma… dov’ero con la testa? Mi sa che ho esagerato, no? Hum… forse io volevo dare una spinta nel mio processo evolutivo”! Oppure: “Wow, è probabile che io sia stato una persona cattiva. Che fortuna che mi hanno dato quest’opportunità, perché così potrò sicuramente diventare una persona per bene”!

Va ricordato che, si, abbiamo scelto il nostro cammino, la nostra strada, il nostro destino. È anche importante ricordare che l’oblio è essenziale per riuscire a compiere il nostro “compito” e, il più importante (e che è spesso soggetto a interpretazioni sbagliati): no, non è tutto predeterminato, non è detto che se facciamo “questo” succede per forza “quello”! Non è vero che non importa ciò che facciamo, alla fine non cambia nulla! C’è una cosa chiamata LIBERTA’. Una cosa chiamata libero arbitrio!

Le strade ci sono date. Il percorso, lo creammo noi. E esse può essere attraversato a partire di una strada già fatta, oppure si può optare per costruire una nuova strada. O, altro ancora, si può scegliere entrambi. Esistono sì delle regole, e queste sono registrate da qualche parte dentro ognuno di noi. Quello che non c’è,  a patto che seguiamo i nostri obbiettivi con il cuore puro, sono dei limiti.

Quindi… ora non so nemmeno come concludere questo testo, perché non ricordo neanche esattamente come è iniziato… Credo che, come al solito, è partito da un’idea, e alla fine si è completamente trasformato. Mas, in un certo senso, non è proprio su questo che io stavo vagante? Sul permettersi costruire, distruggere e (ri)costruire?  Sulla  elaborazione e la (ri)elaborazione dei propri sogni, del proprio destino, della propria vita?

Ci sono tante metafore per la vita che, se per caso decido di mettere una, rischio di diventare ripetitiva. Quindi, lasciamo stare le metafore e le altre  figure di linguaggio! Il fatto è che, ognuno che leggerà questo testo (penso) arriverà alle sue proprie conclusioni. Per alcuni, quello che ho scritto sarà, forse, logico. Per altri, strano. Altri ancora, lo giudicheranno “carino”, o “un viaggio totale”. Può anche darsi che alcuni pensino che sono completamente impazzita, o che ero sotto l’effetto di droghe. Altri, che io ho deciso di diventare zen, non lo so. Quello che forse non tutti si rendono conto è che, siccome proiettiamo molto di noi stessi in ciò che produciamo, per esempio, in ciò che scriviamo, c’è anche molto di noi stessi nel modo in cui comprendiamo ciò che vediamo, sentiamo,  ascoltiamo, leggiamo.

Pra que tanto explicar??

2 mar

Quando somos criança as coisas são tão mais simples… Não entendo por que, à medida em que a gente cresce, cresce também a nossa mania de complicar.

Ok, ok… muitos irão me dizer. “Complicar, não. Explicar”.

Tá bom, tão bom… Mas então, pra que ficar buscando tanta explicação? Por que para tudo tem que ter um porque, um motivo, uma razão?

Por que será que é tão difícil aceitar as coisas, a vida, como ela é? Assim. Simplesmente assim, simples.

Estamos sempre na busca de respostas, teorias, explicações, como se estivéssemos sempre tentando construir um grande castelo de cartas. Quando parece que estamos chegando lá no finalzinho,sempre acontece alguma coisa. Uma rajada de vento, uma tempestade, ou simplesmente alguém que chega e dá um tapinha de leve no nosso castelo que, em poucos segundos, desaba, mais uma vez.O mesmo acontece com as nossas certezas, com as nossas convicções. E aqui, me refiro a nós no sentido individual, de cada um, e também num sentido mais amplo, de humanidade.

Claro, talvez os nossos “castelos” não desabem em uma fração de segundos, embora eu deva confessar que muitos dos conhecimentos da Física quantica bagunçaram os meus aposentos, me “desassossegaram” para usar a linguagem da Psicologia Social e que, mesmo que neste momento eu me sinta já UNA neste Universo Holográfico, isto não significa que eu, muitas vezes,não surpreenda  a mim mesma vagando por aí, de ponta cabeça.

Me ver como reflexo do mundo, e ver, no mundo, o meu reflexo. Impossível imaginar isto, acreditar nisto, sem acreditar em Deus. Me perdoem os mais céticos, mas cada vez mais, ciencia, física e espiritualidade caminham juntas… e, logo logo, mais paradigmas serão desfeitos, mais castelos irão ao chão.

Estou tentando lançar um desafio a mim mesma. Tentar não construir este castelo, não me circundar por muros de proteção. Porque eles protegem sim, eles nos fazem sentir seguros no meio de um mundo que, quando criança, sabíamos ser de fácil compreensão mas que agora, adultos, acreditamos ser um mundo confuso em todos os sentidos. Mas se protegem, por que entao eu não quero? Porque eles barram, separam, impedem. Impedem a possibilidade de viver, impedem a VIDA em toda a sua plenitude. Porque os muros fazem com que a vida, o mundo, se transforme em uma telenovela, e eu, tu, cada um de nós, em mero expectador. E eu, me perdoem, mas eu sou ambiciosa! Eu quero o papel de protagonista!!

A criança é protagonista da sua vida, seja na vida real, seja no seu mundo imaginário, seja no mundo espiritual, do qual traz consigo pedacinhos, até que vai, aos poucos se “adultificando”. Lembro que tinha um poeta, acho que Chaplin,  que dizia que a vida deveria acontecer ao contrário. Que devíamos “nascer velhos” e morrer bebês. A vida, neste caso, “terminaria” com a concepção. Seria, no mínimo, curioso. Até porque, na verdade, muitas vezes a criança é um espírito muito mais velho, sábio e evoluído do que o que está encarnado nos seus pais. A diferença, porém, é que, mesmo que a nível evolutivo a criança esteja, por assim dizer, “acima” dos seus pais, ninguém “volta pra trás, ninguém regride. Os espíritos se ajudam mutuamente, e juntos buscam o caminho da evolução. Os mais “adiantados”, servindo de guia e de fonte de inspiração. E por que, então, virem em corpos tão “frágeis”?

Ora, ora. Não é muito mais fácil se deixar convencer pela ternura do que pela ditadura?? Sem falar que ditadura, imposição, nada tem a ver com evolução, não é mesmo??

Quantas vezes a curiosidade nos faz questionar a vida, os porques, e quantas vezes tentamos imaginar o quanto estamos conseguindo realizar a missão que foi por nós mesmos escolhida para ser cumprida nesta existência!

Acredito que, em alguns momentos da vida, diante de determinadas situações, alguns se lamentam, outros enfrentam, outros se resignam. Mas devem ter também aqueles que, tendo conhecimento da Lei Maior, da lei Universal, se questionam: “Fui eu quem escolheu passar por isto? Mas… onde é que eu estava com a cabeça? Acho que exagerei ,hein?? Hum… vai ver eu queria dar uma acelerada na minha evolução”! Ou entao… “Nossa, devo ter sido uma pessoa que não sabia praticar o bem. Que bom que ganhei esta oportunidade, pois assim poderei me tornar realmente uma pessoa melhor”.

Convém lembrar que, sim, escolhemos o nosso caminho, a nossa estrada, o nosso destino. Também é importante lembrar que o esquecimento é fundamental para que nossa “tarefa” possa ser cumprida e, o mais importante (e que muitas vezes é alvo de interepretações erroneas): não, não é tudo predeterminado, não é que se fazemos “isto” acontece “aquilo”! Não é que não importa o que fizemos, no final dá tudo no mesmo! Existe uma coisa chamada LIBERDADE. Algo chamado livre- arbítrio!

As estradas são dadas. O caminho, é a gente que faz. E ele pode ser percorrido através de um dos caminhos já trilhados, ou a gent pode optar por construir um caminho novo. Ou, também, as duas coisas juntas.  Existem sim regras, e elas estão registradas em algum lugar dentro de nós.  O que não existe, desde que sigamos os nossos objetivos com o coração puro, são limites.

Então… já nem sei mais como concluir este texto, mesmo porque nem lembro direito como ele começou… Acredito que, como sempre, partiu de uma idéia, e depois acabou se transformando completamente. Mas em um certo sentido, não é justamente sobre isto que eu estava divagando? Sobre o se permitir ir construindo, destruindo e (re)construindo? Sobre o ir elaborando e (re)elaborando os próprios sonhos, o próprio destino, a própria vida?

Existem tantas metáforas para a vida que, se eu resolver colocar uma, corro o risco de me tornar repetitiva. Deixemos então as metáforas e as demais figuras de linguagem de lado! O fato é que, cada um que ler este texto (eu acho) irá tirar as suas próprias conclusões. Para alguns, aquilo que eu escrevi será, talvez, lógico. Para outros, estranho. Outros, ainda, julgarão “bonitinho”, ou uma “viagem total”. Pode ser até que alguns pensem que eu pirei de vez, ou que estava sob o efeito de drogas. Outros, que eu resolvi virar zen, sei lá. O que talvez nem todos se dêem conta è que, assim como progetamos muito de nós mesmos naquilo que produzimos, por exemplo, naquilo que escrevemos, também tem muito de nós no modo como entendemos aquilo que vemos, sentimos, ouvimos, lemos…

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