Il mare

16 ago

Questo fine settimana a Celle Ligure mi ha fatto riflettere circa alcune cose, e vivere delle esperienze incredibili, che condivido qui.

Sono sempre stata innamorata del mare, ma non avevo mai immaginato che “lui” mi sarebbe mancato così tanto. Il mare che, quando abitavo in Brasile, non vedevo spesso, ma solo durante l’estate, e in qualche giornata festiva.

Più di una persona mi ha detto che sono figlia di “Iemanjà”, e penso che abbiano ragione. Perché il mare… il mare mi affascina, mi trasmette pace, un’energia tutta speciale. E ho nuotato che, quando parlo di mare, parlo specialmente dell’oceano. La differenza? Molta. Tante. La profondità, ma non mi riferisco alla profondità delle acque, ma alla profondità con la quale agisce su di me, sulla mia anima…

Subito nel momento in cui ho avvistato il mare, lì in Liguria, dal finestrino della macchina, i miei occhi si sono riempiti di lacrime. E’ stato difficile, molto difficile trattenere le emozioni. Io non avrei mai immaginato che la visione, la semplice visione del mare sarebbe stata capace di esercitare su di me una forza così grande. Però il mare, almeno il mare in Liguria, è molto diverso dell’oceano, di quelle acque che non solo mi hanno sempre energizzato, ma che hanno condiviso con me sogni, desideri, risi e lacrime…

Un mare bellissimo, di una tonalità blu meravigliosa, ma… pieno di sassi. Arrivare fino in acqua per me era una vera tortura, una sofferenza che, per fortuna, sarebbe compensata dal bagno rinfrescante che quelle acque salate mi avrebbero propiziato. Salate? Non più di tanto! Il mare è un po’ “annacquato” (insosso). Non è molto salato, l’oceano è molto di più! (Non mi ha dato neanche quel piccolo bruciore in gola, molto meno quella sensazione che ci rimane sulle labbra, dopo di stare per un lungo tempo in acqua).

Sassi anche dentro dell’acqua, il che mi obbligava a “tuffarmi” già del bordo. Nel primo giorno, una “specie di onda” che scoppiava sulla spiaggia, con una certa forza. . “Mare mosso”, dicevano. Ed io: ???

Pochi passi e già non si riusciva a toccare il fondo. Dicono che il nostro oceano sia pericoloso ma, sinceramente, il loro mare è molto di più. Va bene che non ci sono le onde, ma diventa subito profondo, ha la corrente, e ci fa stancare molto di più. Questo perché o ci si muove tutto il tempo, o ci rischia di annegare. Nell’oceano invece no, lì si può camminare a lungo, con l’acqua che ci copre pian piano, ogni parte del corpo… Nell’oceano, se arriva un’onda forte e sei nel raso, puoi semplicemente tenere i piedi firmati al suolo, e aspettare che l’onda passe. Se sei già con l’acqua nell’altezza della cintura, per esempio, puoi tuffare, e lasciare che l’onda ci passi di sopra.

Il mare della Liguria é molto bello, rinfresca, diverte… ma non è così “magico”. Sembra più una grande piscina salata. Divertirsi usando le onde per arrivare alla riva, saltare le onde, assolvere tutta quell’energia. Questo no.

“Saudades” delle “nostre” spiagge, di quella sabbia fina che sembra massaggiare i nostri piedi, e che è calda solo la su, molto lontano dell’acqua e che, anche li, si raffredda con facilità; saudades del mare forse non così blu, del mare sicuramente più freddo, quel mare immenso, con delle onde che ci fanno cadere, se non si sa il modo di affrontarle. Un mare che, molte volte, durante la notte, copre tutta la spiaggia, cercando di purificare il camino per il giorno dopo.

Parlando in spiaggia, lì dove siamo stati, sabbia grossa, come se avessero messo dei sassi nel frullatore. Sabbia calda che faceva male ai piedi. La spiaggia era un corridoio stretto, pieno di sedie e ombrelloni. “Un posto nella sabbia vale oro”! Neanche pensare in correre per arrivare in acqua, in giocare a pallavolo o “frescobol”, o a camminare bagnando i piedi in acqua. Manca lo spazio, questo per non dire della sabbia che brucia e dei sassi che fanno male. Correre dalla sabbia all’acqua sarebbe una vera corsa ad ostacoli.

Non voglio essere fraintesa, io amo il mare, amo l’acqua, e ho “amato” essere andata in spiaggia. Mi sono divertita tantissimo, abbiamo vissuto dei momenti meravigliosi, la spiaggia è bellissima, e tutto questo compensa la “mancanza di spazio”. Io sentivo MOLTA mancanza del mare. L’acqua salata mi da energia, mi diminuisce lo stress, mi “ricarica”. L’unica cosa è che ho scoperto che, quello ciò che mi fa così bene, non è semplicemente il mare, ma la sua forza, la forza delle sue onde, il freddo delle sue acque, il sale che mi brucia in bocca. Essere stata questi giorni in spiaggia mi ha fatto un bene incredibile. E sicuramente se fossi stata nell’oceano, sarebbe stato ancora meglio.

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